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INFO

  • Drammaturgia, ideazione scenica - Marzia Ercolani
  • Altro - Marzia Ercolani
  • Ove - Tiziana Tiberio
  • Collaborazione artistica - Fiora Blasi, Alessandra Cristiani, Elena Tenga, Maria Carolina Rossini
  • Foto - Matteo Nardone, Carlotta Tucciarone
  • Foto

TEASER

Atti onirici

Altrove (primo studio)

(primo studio)

Due donne, una porta, qualche mattone. Quel che resta di una casa. Tutto è stato distrutto. Tutto è ancora da costruire. Due incarnazione degli opposti, contrasto, polarità e tentativo di conciliazione. Due energia femminile, creazione, nascita.
Due donne. Due azioni: essere immobile e andare.

Altro: – Mi scusi per la felicità?
Ove: – Passi prima per l’accettazione.

OVE, equazione notturna, voce delle stelle, custode del confine, sacerdotessa della soglia, ferma a vegliare il cielo, radicata a pochi mattoni. ALTRO, sempre in cammino, l’uscio come bagaglio, “portatrice” di cambiamento, di possibilità, voce del domestico, dell’intimo che esplora l’esterno ma che vorrebbe fermarsi, aprirsi all’altro. Ché l’altro è scoperta del sé, è aprire la porta, vedere, rischiare, vivere. L’altro è altrove. L’altro sono anche io.

Guardai altrove e vidi me.

Ci sono incontri che non si possono evitare. Ci fanno salpare verso un altro tempo, un altro spazio, verso acque universali. Ma non c’è nuova riva senza naufragio. La terra promessa è il dono della tempesta. E ci sono viandanti e passeggeri. I primi sono viaggiatori e il percorso fa la loro meta. I secondi vedono solo la meta e i loro passi non lasciano orme. Due donne navigano sospese sulla soglia dell’origine.“Tra dentro e il fuori l’essere”. La loro zattera una porta.

Versi tratti da “Ore Illegali” di Marzia Ercolani. Alterego Edizioni

Il primo studio del progetto Altrove è stato realizzato durante 5 giorni di residenza artistica avvenuta a Trevico (Irpinia) grazie al comune e all’ospitalità del comune e della “casa della paesologia”. Ha avuto due prove aperte, una a chiusura della residenza e una al festival La luna e i calanchi, Aliano (Lucania), ideato e diretto da Franco Arminio. Il trailer che segue è un estratto dello studio. Non ci sono costumi, nè il trucco, nè le luci. Attualmente il progetto sta viaggiando per altre residenze artistiche. Flavia Migani curerà i costumi.

Drammaturgia

OVE:
Dunque si ha y0(x) = (1+ax) eax,y00(x)=(2a+a2x)eax…. se lo sostituisco nell’equazione ottengo…. x[eax(a2x+2a)]x[eax(ax+1)][x eax]= 0 ….perciò (a2 a)x2 + (2a 2)x= 0…I coeffi- centi di x e x2 devono annullarsi entrambi, quindi a = 1
“Uno?” – Si guarda intorno, è sola. Prende la sua piccola chitarra e le sussurra “…Uno…”. Poi canta versi notturni.

Oggi abito le stelle
quei pulviscoli galattici
nascosta tra meteore
Orione si confida
mi dice sei dei nostri
ed Ercole carezza
la mia pelle tradita
poi il carro mi rapisce
a Marte mi consegna
e lui affina le armi,
ché il giorno duole ancora.

La porta inizia lentamente a muoversi, come a danzare. Finito il canto, una voce oltre la porta “ 9 milioni 87 mila 610, 9 milioni 87 mila 611, 9 milioni 87 mila 612, 9 milioni 87 mila 613, 9 milioni 87 mila 614…”
Un’altra donna, viandante, contando i suoi passi, arriva da molto lontano. Da dove non è dato sapere. Sulle spalle ha la porta a mo’ di zaino. Indossa una tunica bianca. Sembra incinta. Le due si vedono.

Altro: – Mi scusi per la felicità? 
O: – Passi prima per l’accettazione
***
OVE:
Con il termine accettazione si intende un atto prenegoziale recettizio, inteso come mani- festazione di volontà affermativa che il destinatario della proposta rivolge a sua volta al proponente. Etimologicamente, il termine accettazione deriva dal latino accìpere, compo- sto da ad càpere, laddove ad indica l’intenzione, il fine, e càpere significa prendere, nel senso complessivo di acconsentire ad una proposta. Deve essere in tutto conforme alla proposta. Un’accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta (art. 1326, comma 5, Codice civile). L’accettazione deve giungere al proponente nel termine da quest’ultimo stabilito o in quello necessario secondo la natura dell’affare o secondo gli usi (ex art. 1326, comma 2, Codice civile).

ALTRO riprende a camminare, ricomincia il giro da capo, contano i passi tra sé e sé. Ove suona e canta:

Nel pozzo dell’io
tra presagi di stelle
mi tuffo scomposta.
Ero di acqua e sangue.
E mi bastava.
Scandaglio fondali
cerco il relitto,
il timone reciso,
quella coda
che il primo corpo fu

***
OVE riprende a suonare. ALTRO fa un giro su sé stessa e rimane nascosta dietro la porta. ALTRO bussa. OVE smette di suonare.

Silenzio
ALTRO bussa nuovamente
ALTRO: Posso Uscire? OVE: …
ALTRO bussa di nuovo.
OVE: Può…entrare.
ALTRO: Ma no scusi, Io vorrei uscire. Lei se vuole può entrare.
OVE: Se si bussa è per entrare.
ALTRO: Ah sì? E per uscire che si fa?
OVE: Si saluta e si esce.
ALTRO: Salve. Posso uscire?
OVE: Ma vada, dove vuole.
ALTRO: Davvero posso?
OVE: Sì, esca, esca, esca!
ALTRO: Amo, amo, amo.
OVE: Ma vada, vada, vada!
ALTRO si gira (aprendo al porta): Davvero? E dove voglio?
OVE: Dove vuole…
ALTRO: E dove voglio?
OVE: ( con gli occhi al cielo) Ahhhh, la pace dell’uno.
ALTRO: Mi scusi per la…
OVE: (spazientita, mentre prende ad accordare)
Chi sente il tutto,
il molteplice, il possibile
rispetta l’uno.
La matematica è ostica a molti.
Basterebbe suonarla, non darle i voti.
(gioca con gli accordi)
ALTRO: E va beh, io non so dov’è, ma so cosa voglio, voglio la felicità. Tutta questa burocrazia per l’accettazione non ha senso. Bisognerebbe snellire le pratiche, velocizzare il percorso, qui finisce che la felicità arriva da morti.
OVE continua ad accordare.
ALTRO: io voglio essere viva quando la incontrerò.
OVE: i morti sono vivi
ALTRO: Eh?
OVE: sono i vivi che sono morti.
ALTRO: Ah beh allora io sono morta dalla nascita.
OVE: Tutti nasciamo dalla morte.
ALTRO: Uh…ma no! Mamma aveva una bella cera al parto, la ricordo molto bene. Non sembrava affatto morta.
OVE: Nasciamo dal sangue. Dalla gioia di una ferita.
ALTRO: Sarà, ma io sono nata dal solletico. Ricordo le risate di mia madre mentre mio padre, mentre mio padre, mentre mio padre, insomma mentre.
OVE: La prego di non essere pornografica.
ALTRO: Pornografica? Non faccio mica politica io. Senta lei è sul mio cammino sa, mica è colpa mia, quindi non mi tratti come se fossi una scocciatrice, se lei è tra i miei passi, i miei passi sono anche per lei. Ci sono incroci che non si possono evitare sa, passi lei passi per l’accettazione, indietro non posso tornare, non ci si può far nulla, nulla, niente di niente.
(si gira velocemente di schiena chiudendo la porta).