Torna indietro

INFO

  • Scrittura e direzione - Marzia Ercolani e Tiziana Tiberio
  • Musiche, canto e interpretazione - Tiziana Tiberio
  • Versi, cronache e voci narranti - Marzia Ercolani
  • Chitarra, effetti e arrangiamenti - Egidio Marchitelli
Foto 2017 | Casa Internazionle delle donne

TEASER

Teatro-canzone

Indicibilmente

di viscere apocrife e coliti gnostiche

“Il mistero, la domanda, i dubbi fanno parte del gioco che è l’esistenza umana. Come ne fanno parte gli sbagli, le cadute, le risposte errate e il non poter sapere, il cambiamento. Viscere apocrife, ignote, nascoste. Se ascoltassimo i nostri gnostici colon, sapienti, potremmo incontrare il non detto che nascondiamo tra il fegato e il cuore. E poi c’è tutto il resto, tutto ciò che non riceve risposta e che forse non la deve avere, perché forse è semplicemente indicibile, e perché forse, è porre la domanda che ci nutre e ci guida, non tanto avere la risposta.“

Un progetto di teatro – canzone che nasce dall’incontro artistico e umano tra Tiziana Tiberio, cantautrice e attrice, e Marzia Ercolani, autrice e attrice. Il confronto tra le due artiste attraversa in modo ironico e poetico temi eternamente indagati, come la morte, la nascita, le paure interiori, le fatiche del cammino, le domande, il dialogo con sé stessi, i conflitti intimi, le evoluzioni personali, i sentimenti e le emozioni, la sacralità del tutto. Tanta immensità custodita da quel complesso di organi che è il corpo umano.

Tiziana Tiberio firma tutte le musiche e i testi di molte canzoni. Canta e interpreta. Marzia Ercolani scrive le cronache, i versi, i testi di alcune canzoni. Interpreta e racconta. “Ho scelto male la strada” è la canzone che nasce proprio da questo incontro, le parole sono di entrambe, la musica di Tiziana Tiberio. A loro si unisce Egidio Marchitelli, musicista e arrangiatore, che offre il sostegno della sua straordinaria chitarra e dei suoi creativi effetti sonori.

Rassegna stampa

RASSEGNA STAMPA – INTERVISTEdi Daniele Rizzo | Festival ad arte (Calcata)

Munne ‘O munno differente – TeatroCineFestival
di Daniele Rizzo
[...] Segue, il più che drammatico Munne – ‘O munno differente, «un anfratto desolato, sospeso», rappresentazione di un mondo – fisico e interiore – degradato a «munnezzaio di bisogni, nevrosi, solitudini», dove però la speranza non è ancora del tutto scomparsa ed è rappresentata dai pochi elementi primordiali come i fantasmatici Luigi Acunzo (convincente in versione Gollum) e Marzia Ercolani (eterno femminino di faustiana memoria, assieme madre e morte). Allestimento che continua la ricerca della compagnia Atto nomade, già apprezzata in occasione di Sono Morta Anche Io nell’Anno zero di Ad Arte, e che torna a Calcata con la coerenza stilistica di un denso simbolismo collegato a una inchiesta sul linguaggio (questa volta, complicando poetica del frammento e dialetto), all’interno di una cura scenografica tesa a parcellizzare il palco secondo ritmi scenici dilatati e calanti.
Il risultato è suggestivo, complessivamente d’impatto.

Foto